Dixieland - Lem56

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Dixieland

Buddy Bolden (tromba) fu l'artefice dell'hot-jazz, Jack "Papa" Laine (batteria) lo sarà del jazz bianco di New Orleans quello che comunemente viene indicato come Dixieland.

Dixieland letteralmente terra di dixie. Con questo nome era stampata la banconota da dieci dollari emessa da una banca di New Orleans per gli stati confederati durante la guerra di secessione. Altre teorie associano il nome con quello del cartografo Dixon che con Mason tracciò la linea di confine che separava gli stati del Sud da quelli del Nord.

Nella città del delta suonare il nuovo stile (jazz) non era privilegio delle band di colore. Tutti si cimentavano nel nuovo "ragtime" neri, creoli e bianchi (talvolta in gruppi misiti).
Le band bianche, più che imitare lo stile dei neri, lo suonavano in modo diverso, sotto certi aspetti più ortodosso, ma non privo di quel feeling che Bolden & soci sapevano suscitare nelle loro esecuzioni.

Jack "Papa" Laine con la sua Reliance Brass Band e poi con la Ragtime Band sviluppò uno stile forse meno espressivo ma tecnicamente più rifinito. Caratterizzato da melodie lineari e armonie "corrette" figlie della tradizione bandistica italiana.

Incrociando i protagonisti del Dixieland balza all’occhio come tra questi molti siano di origini italiane (su tutti “Papa” Laine alias Giorgio Vitale, Nicola La Rocca e Leone Roppolo).  
Gli USA sono un paese d’immigrati, gli italiani, già all’inizio del ‘900, avevano iniziato un esodo importante verso l’America. Emigravano in particolare dalle regioni dell’Italia meridionale, dove sappiamo, essere forte la tradizione bandistica: non c’era paese senza la sua banda di fiati. Il repertorio era quello dell’opera lirica con Verdi e Donizetti su tutti. È del tutto plausibile supporre che entrati in contatto con la realtà bandistica americana (J.P.Sousa) abbiano preferito cimentarsi con la musica delle fanfare dei neri, piuttosto che con quelle degli statunitensi, forse per una semplice affinità sociale essendo entrambi emarginati, solo "tollerati" e ai confini della società americana.
Non è escluso che nell’ascoltarsi gli italiani abbiano assorbito lo stile dei neri i quali a loro volta possano essere rimasti affascinati dalle melodie operistiche suonate dagli italiani.
Un fatto è certo per le strade di New Orleans, crogiolo di razze e culture diverse, si poteva ascoltare la nuova musica proposta sia da brass band di neri, sia di creoli e sia di bianchi. Nessuno di loro pensava alla musica come a un mestiere “serio”, un’attività su cui costruire il proprio futuro economico. Per tutti questi musicisti suonare era un’esperienza che poteva anche essere redditizia, ma era senz’altro a tempo: Papa Laine Vitale a circa trent’anni dopo aver fatto il fabbro ferraio aprì un garage, mentre La Rocca negli anni venti, anche lui trentenne, lasciò la musica per intraprendere l’attività edilizia.

Il suonatore di cornetta Ernst Giardino puntualizzò in più circostanze che l'hot-jazz era stato inventato dai neri nella "città alta" mentre il dixieland era una rielaborazione riveduta e corretta dello stile della band creole conosciuto come "Downtown Style".
La band di Nick La Rocca fu la prima a registrare un disco per la Columbia Records nel 1917 s’intitolava Indiana. Original Dixieland Jass Band (ODJB) è il nome completo della band di Nick La Rocca (cornetta) ed è un esempio di questo "Downtown Style". La musica è caratterizzata da un'esecuzione collettiva mandata a memoria che lascia poco spazio alle improvvisazioni, sono presenti parti polifoniche della front-line (tromba, clarinetto, trombone) anche lunghe sapientemente interrotte dai breaks dei fiati. I breaks sono improvvise pause collettive seguite da una breve frase solista improvvisata da uno degli strumenti della front-line. Tutto previsto e organizzato in una formula di grande effetto, bisognava tenere conto che l’obiettivo era il ballo quindi era forte l’esigenza di una tenuta ritmica costante, utile per attrarre un vasto pubblico come l'ODJB seppe fare nelle esecuzioni al Reisenweber di New York e attraverso il brano Livery Stable Blues di cui vendette oltre un milione di copie!

Un altro gruppo dixieland storicamente importante è rappresentato dalla New Orleans Rhythm Kings (NORK) del clarinettista Leon Roppolo. La NORK subì profondamente l'influenza dell'hot-jazz perché nutriva un profondo rispetto per il jazz delle band afroamericane. Operò in particolare a Chicago dopo la chiusura del quartiere di Storyville, e sviluppò uno stile vicino all'originale l'hot-jazz di New Orleans influenzando non poco gli studenti dell'Austin High School di Chicago e finendo così, con l'essere il ponte tra il primo jazz a carattere polifonico e il nuovo stile Chicagoans centrato sull'espressione solistica. Della Nork ricordiamo in particolare Sweet Lovin' Man e Tin Roof Blues.

New Orleans e Dixieland hanno tutt'oggi un numero di appassionati incredibile sia negli Stati Uniti, sia in Europa. Proprio in Europa molteplici brass band ne imitano lo stile e molti sono i festival dedicati (Locarno) è anche facile incontrare, nelle capitali delle grandi città europee, gruppi che suonano questa musica in modo occasionale per le strade.

 
 
 
 
 
 
 
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