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The Beatles

I Beatles, ancora oggi, sono la principale ispirazione per decine e decine di gruppi pop, sicuramente possono essere considerati i capostipiti della musica leggera moderna.

La loro storia inizia nel lontano 1957 nella città di Liverpool, quando il diciassettenne John Lennon (9/10/1940; 08/12/1980) e il quindicenne Paul McCartney (18/06/1942) s’incontrano per la prima volta su un palcoscenico (era il pianale di un carro) alla Woolton Parish Church durante un concerto (un intrattenimento per gli adolescenti della parrocchia): sono entrambi chitarristi dilettanti. Comincia così un rapporto destinato a produrre una quantità enorme di canzoni (più di 200 in soli 7/8 anni), inizia con due ragazzi che decidono di perfezionare insieme la loro scarsa tecnica alla chitarra. Poco dopo al duo si aggiunge un compagno di scuola di Paul, George Harrison (25/02/1945; 30/11/2001).
Nel 1958 è pronto il primo nucleo dei futuri Beatles, anche se si chiamavano Quarrymen e proponevano una strana miscela di musica tra lo skiffle (una musica "povera": si basava su una specie di jazz tradizionale, country e rhythm blues) e il rock’n’roll. In quell’anno un tragico evento contribuisce a rendere più intransigente il carattere già ribelle di John Lennon: muore in un incidente stradale la madre Julia, a cui sarà dedicata l’omonima canzone presente nell’"album bianco" del 1968. La musica, allora, diventa la sua prima ragione di vita e dopo un periodo d’incertezze, spinge i futuri Beatles a migliorarsi, l’obiettivo è di diventare musicisti professionisti! In contrasto con tutto ciò, entrerà a far parte della band l’inesperto Stuart Sutcliffe. Stu è uno studente dell’accademia ed ha talento, è un grande amico di John, ha incredibilmente venduto un proprio quadro, e John lo convince a comprare una chitarra basso. Non la sa suonare, ma poco importa è un amico. Al gruppo manca solo un batterista e, un anno dopo, frequentando la sala da te della signora Best, fanno la conoscenza del figlio Pete che si diverte con la batteria. Così nel 1960 dopo vari cambi di nome (da Johnny & the Moondogs a Moondogs, da Silverbeatles a Beatles), John, Paul, George, Stu e Pete partono per Amburgo con il loro primo contratto e la promessa di una vera paga: 25 sterline alla settimana ciascuno!
I giorni di Amburgo sono appassionati e ricchi di avventure ben focalizzati dal film del 1993 di Iain Softley “Backbeat”: Tutti hanno bisogno d'amore. E’ ad Amburgo che viene ideato il look dei Beatles grazie ad Astrid Kirchher, una fan tedesca che studia per loro gli abiti e quel particolare taglio di capelli che farà storia.
Il fermento che si è creato in Germania intorno ai quattro ragazzi serve a far crescere le loro quotazioni anche in patria. Tornati a Liverpool si esibiscono al "Cavern Club" una cantina, affollata in particolare, durante la pausa pranzo, e la loro fama accresce a dismisura, sono la nuova eccitante attrazione della musica pop di Liverpool. Li vogliono ancora in Germania nel 1961 e qui incidono il loro primo 45 giri, My Bonnie, come gruppo spalla del cantante Tony Sheridan. È solo la prima esperienza, sono senza Stuart Sutcliffe, rimasto ad Amburgo con Astrid, morirà nel 1962 in seguito ad una emorragia cerebrale, sostituito da Paul McCarteny passato definitivamente dalla chitarra al basso. Durante le loro esibizioni al Cavern i Beatles fanno la conoscenza Brian Epstein. È un momento importante: Epstein, abbastanza introdotto nell’ambiente musicale, il padre ha una catena di negozi di dischi, diventa subito l’appassionato manager del gruppo ricoprendo un ruolo determinante per l’ascesa dei ragazzi di Liverpool. La prima mossa di Epstein è un provino alla Decca il primo gennaio del 1962. Nessuno della casa discografica intuisce il potenziale dei Beatles commettendo uno degli errori più macroscopici della storia del mercato discografico.
Altra porta a cui bussare è quella in Abbery Road, sede della casa discografica EMI. Qui c’è un produttore, George Martin, che intuisce il potenziale valore dei ragazzi. Unico neo, secondo lui, è il batterista Pete Best. Ma i Beatles non ci pensano troppo: firmano il contratto con la EMI e allontanano Best sostituendolo alla batteria con Ringo Starr, che avevano conosciuto ad Amburgo mentre suonava con i Rory Storm & the Hurricanes e di cui erano diventati grandi amici. Love me do, uscita il 4 ottobre del 1962, è la storica data del loro primo singolo, nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe iniziata una vicenda musicale destinata a sconvolgere per sempre la musica del XX° secolo.

Il 1963 è l’anno decisivo: le loro tournée in patria con Tommy Roe e Chris Montez e poi quelle con Gerry and the Pacemaker e con Roy Orbison registrano il tutto esaurito, cosi come quella in Svezia e contribuiscono a mandare in classifica splendidi singoli come From me to you (11 aprile), She loves you (23 agosto) e I want to hold your hand (29 novembre). L’anno si conclude con la partecipazione a uno spettacolo di varietà in onore della regina. La "beatlemania" è esplosa e il gruppo può permettersi di tutto, anche di dire, come fece John Lennon proprio durante il concerto in onore della regina: "Quelli che occupano i posti economici applaudano, il resto di voi può far tintinnare i gioielli."
I Beatles prendono di mira gli Stati Uniti, con il fermo desiderio di ripetere i trionfi europei. L’immaginazione in questo caso, è superata solo dalla realtà: dopo la partecipazione al prestigioso show televisivo di Ed Sullivan (9 febbraio 1964 alla presenza di 73.000.000 di spettatori) una vera isteria di massa accoglierà il gruppo inglese ai concerti al "Coliseum" di Washington e alla "Carnegie Hall" di New York. I successi si ripetono: Can’t buy me love e I feel fine in testa, oltre agli album Beatles for sale e A hard day’s night. Proprio "A hard day’s night" è anche il titolo del primo film girato dai Beatles, regia di Richard Lester. Il film rappresenta una pietra miliare della cinematografia. Il regista, con l’aiuto incondizionato dei quattro, getta le basi di quello che sarà, una ventina di anni dopo, il videoclip. L’anno successivo ecco il bis con "Help", subito dopo un memorabile concerto americano allo Shea Stadium.
Dall’America all’Europa l’esercito dei fans dei Beatles ha ingrossato le file e il 1965 e il 1966 vedono pubblicati altri brani storici come Ticket to ride, Day tripper, Paperback write, Rain, Eleonor Rigby e Yellow submarine, a fianco ad album copolavori come Rubber soul e Revolver. (per contratto i Beatles dovevano realizzare 4 singoli l’anno e due Lp. Nei long-playng non dovevano esserci le canzoni dei singoli. Questo li costringeva a realizzare circa 40 canzoni ogni anno. Se paragonato ad oggi ha dell’incredibile: un cantante, oggi, realizza un disco ogni 2/3 anni).
L’estate del 1966 è dedicata interamente alle tournée che toccano Germania, Giappone, Manila e Stati Uniti. La prima fase storica dei Beatles a questo punto termina.

Con Paperback write e Eleonor Rigby i Beatles confermano i progressi fatti nello scriver canzoni e nell'arrangiarle, dimostrando anche, la loro grande abilità nei testi e nella ricerca musicale. Iniziano ad occuparsi di argomenti più personali, intimi, abbandonando gradualmente il terreno dei convenzionali temi sentimentali. Le loro canzoni degli inizi avevano già cambiato il corso del rock, ma Lennon e McCartney hanno ambizioni più grandi, la loro sete di "creatività" non ha limiti come la loro continua ricerca del nuovo, di fatto riescono a rendere concreto un modo di scrivere canzoni che sarà da esempio per tutti i musicisti rock, contribuendo a dare una dignità letteraria al mondo della canzone.

La fine del 1966 segna l’inizio della seconda fase della storia dei "Fabulous Four", in novembre il quartetto decide di smettere di suonare dal vivo (dopo l’ultimo concerto a San Francisco in agosto) e si ritrova in studio per dare una svolta alla loro musica. Senza l’assillo delle tournée l’impegno compositivo conquista maggiore spazio. E in quel novembre del 1966 prende forma il lungo progetto che, dopo sette mesi, porterà alla pubblicazione di Sgt. Pepper’s lonely hearts club band. Le prime sedute di registrazione vedono nascere tre canzoni: When I’m sixty-four, Strawberry feild forever e Penny Lane. La prima entrerà nell’album, le altre due saranno pubblicate nel febbraio del 1967 in versione 45 giri con doppio lato A, per evitare discussioni e discriminazioni tra Lennon e McCartney. Con questo singolo in testa alle classifiche i Beatles proseguono il lavoro di registrazione di Sgt. Pepper’s e allargano il campo delle ricerche sonore già sperimentate in Revolver, affiancando, per la prima volta, un uso innovativo della fase di mixaggio, coadiuvati dal produttore George Martin e dal tecnico Geoff Emerick.
Nel giugno 1967 mentre Sgt. Pepper’s riscuote l’attenzione di tutto il mondo, i Beatles ritornano in studio di registrazione per incidere All you need is love, forse il loro più sincero contributo alla cultura pacifista del "flower power". La canzone andò in onda il 25 giugno 1967, per una platea di 400 milioni di persone in occasione del primo programma televisivo in mondovisione "Our World".
Il 27 agosto, mentre i Beatles si trovano in Scozia per seguire gli insegnamenti spirituali del guru Maharishi, muore il loro manager per un’eccessiva dose di sonniferi, Brian Epstein era la guida amministrativa e programmatica del gruppo: questa scomparsa contribuirà in modo determinante, un paio di anni dopo, allo scioglimento del quartetto .
Il 26 dicembre la BBC trasmette il film "Magical mistery tour" testo sperimentale di cinematografia surreale e psichedelica. La musica del film presenta alcune belle canzoni di questo periodo psichedelico come Hello goodbye e I am the walrus.
Nel 1968 i quattro sono impegnati per proprio conto in attività troppo diverse per essere condivise: Ringo Starr si dedica sempre di più al cinema, Harrison si reca spesso in India alla ricerca di risposte sulla vita tramite la meditazione, Lennon vive la sua storia d’amore e d’arte con Yoko Ono. Il più "tranquillo" sembra essere McCartney, completamente calato nella parte di "mente" del gruppo dopo la morte di Epstein. Proprio alla penna di Paul si deve Lady Madonna, il nuovo singolo che in marzo conquista un altro primo posto in classifica. In luglio i Beatles sono protagonisti di un altro capolavoro. Viene presentato il film "Yellow submarine", una storia a disegni animati nella quale sono mescolati alcuni elementi della recente vita artistica del gruppo: i quattro si imbarcano su un sottomarino giallo per salvare la banda dei cuori solitari del sergente Pepper. Il tutto in un’esplosione di colori e di suoni che sottolinea la dimensione psichedelica del film.

Intanto prende anche il via l'attività della casa discografica Apple Records, una iniziativa che avrà fiato corto. Alla fine d’agosto ecco un altro capitolo fondamentale, la pubblicazione del singolo contenente Hey Jude e Revolution (ancora primo posto in classifica). Alla fine del 1968 i Beatles danno alle stampe un doppio album senza titolo che passerà alla storia come The white album, con un repertorio di canzoni dallo stile differente un vero e proprio catalogo della musica rock: Back in the Ussr, Blackbird, Dear Prudence, While my guitar gently weeps (di Harrison con un assolo di Eric Clapton). I Beatles stanno tirando gli ultimi colpi?! È sempre più difficile per i quattro ritrovarsi insieme a causa dei diversi interessi, delle diverse sensibilità e perfino dei nuovi amori che sembrano tagliare le gambe alla vecchia amicizia (in questo periodo McCartney incontra Linda Estman). Nel 1969 Lennon e Harrison sono fermati e rilasciati per possesso di stuperfacenti; Lennon e Ono si sposano a Gibilterra; Ringo recita in "The magic Christian", un film con Peter Sellers. I brevi periodi in cui i Beatles stanno insieme sono documentati impietosamente nel film "Let it be" (unica pellicola mai riproposta al mercato mondiale), che uscirà nel 1970, e che comprende la famosa sequenza nella quale i Beatles cantano a sorpresa Get back sul tetto della Apple.
Nel settembre 1969 esce l’album Abbey Road vero e proprio ultimo capolavoro, testimonianza di come i quattro insieme e senza interferenze erano ancora capaci di magie: Come together, Something e Here comes the sun (di Harrison) la suite del lato B solo per citare alcuni brani.
Nel marzo 1970 ecco una delle tappe conclusive della storia dei Beatles: esce il singolo Let it be. Il gruppo è allo sbando manca la guida di Epstein, Starr e McCartney pubblicano da solisti. È la fine: le voci sullo scioglimento si moltiplicano e non basta la pubblicazione dell’album Let it be a migliorare la situazione. Proprio la canzone Let it be suona anzi come il testamento di una storia bella e irripetibile, capolinea di quella strada lunga e ventosa (The long and winding road è il titolo di un’altra bella canzone del disco) arrivata alla fine.


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