Russolo - Lem56

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Russolo

classica > XX° le Avanguardie
 
 
 
 
 
 

Luigi Russolo
(Portogruaro, 30 aprile 1885 – Laveno-Mombello, 4 febbraio 1947)

I suoi manifesti e il volume "L'arte dei rumori", uniti all'invenzione degli "Intonarumori", strumenti capaci di generare un rumore modulato in altezza, precorrono tutta l'esperienza della Musica Concreta e della musica elettronica.

Russolo fin da giovane si dedicò agli studi musicali. Stabilitosi a Milano nel 1901 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera, partecipando in quel periodo al restauro del Cenacolo di Leonardo a Santa Maria delle Grazie. Nel 1909 conobbe Boccioni e Carrà e con loro firmerà, l’anno successivo, il Manifesto dei pittori Futuristi e in seguito firmatario del Manifesto della Musica Futurista di Pratella.  

Stimolato dalle idee del movimento, si dedicò alla musica con l’intento di realizzare le idee futuriste. Nel 1916 scrive L’arte dei rumori, in cui si teorizzava l'impiego del rumore per arrivare a comporre una musica costituita da rumori puri invece che suoni armonici, è considerato il primo artista ad aver teorizzato e praticato il concetto di noise music (rumorismo).

Ormai sono pronti i nuovi strumenti da lui stesso inventati gli Intonarumore, macchine in grado di produrre suoni disarmonici adatti al superamento del concetto di melodia e in grado di ...dare l'anima musicale delle folle, dei grandi cantieri industriali, dei treni, dei transatlantici, delle corazzate, degli automobili e degli aeroplani.

Nel 1922 costruì il "rumorarmonio", mezzo necessario ad amplificare gli effetti musicali creati dall'intonarumori.
Tutti questi strumenti furono impiegati nel 1927 per gli spettacoli della pantomima futurista al Thèatre de la Madeleine di Parigi

Partecipò alla Prima Guerra Mondiale, rimanendo mutilato e scosso nel suo equilibrio mentale.
Dal 1918 al 1930 visse a Parigi, dove si dedicò allo studio delle filosofie orientali e in particolare dello yoga.
Rientrato in Italia si stabilì lungo il Lago maggiore e riprese a dipingere in uno stile vagamente naif che egli stesso definì "classico moderno".

La sua figura di pittore, musicista e inventore, rimane tra i protagonisti del futurismo e il debito che tutta la musica del Novecento ha per la sua intuizione di un nuovo mondo sonoro nel quale il rumore si fa musica non è ancora stato riconosciuto fino in fondo.

 
 
 
 
 
 
 
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