Sgt. Pepper's Lanely Hearts Club Band - Lem56

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Sgt. Pepper's Lanely Hearts Club Band

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Sgt. Pepper's Lanely Hearts Club Band

Pubblicato il 1 guigno 1967 (mono - stereo)

Riedito in CD rimasterizzato (ADD)
Nuovo CD rimasterizzato con interventi sulle dinamiche del mix originale (ADD) [9/9/2009]
Registrato tra il gennaio e l'aprile del 1967

Sgt. Pepper's lonely heart's club band
With a little help from my friends
Lucy in the sky with diamonds
Getting better - Fixing a hole
She's leaving home
Being for the benefit of Mr Kite - Within you without you - When I'm sixtyfour - Lovely Rita
Good morning good morning - Sgt. Pepper's lonely heart's club band(reprise) - A day in the life


Basta tourné, basta concerti. Può crescere un gruppo musicale senza il confronto diretto con il pubblico? I Bealtes avevano dato tanto, tutto, erano esausti, si sentivano prigionieri. Che vale essere dei re se finisci con l'essere in trappola in una gabbia dorata?
Dopo un periodo di riposo e meritate vacanze, dal 29 agosto al 24 novembre, periodo nel quale i giornali avevano già annunciato la fine del loro sodalizio, eccoli ricaricati varcare la porta degli studi di Abbey Road per una nuova ed ancor più affascinante avventura.

Il testo che segue è molto lungo. Impossibile ridurlo pena non chiarire come si deve questo passaggio fondamentale per l'evoluzione beatlesiana e per la musica rock. Ho diviso il testo in capitoli: Abbey Road ; Le tecniche di registrazione; Il concept album; Le musiche di SPLHCB; La copertina.

Abbey Road
I Beatles si sentivano pronti, avevano avvertito la consapevolezza della loro forza creativa con Rubber Soul e con Revolver. Erano pronti a portare la semplice canzonetta pop a livello d'opera d'arte o come qualche critico scrisse sui giornali del tempo, a livello di madrigali del XX° secolo. Per fare questo si dedicarono anima e corpo al lavoro nello studio di registrazione certi che il brano finale non dovesse essere più vincolato all'esecuzione in pubblico (a questo proposito va ricordato che solo dagli anni '80/90 con l'avvento dei computer, sarà possibile riprodurre i brani di questo periodo. I concerti di McCartney ne sono un esempio, con le versioni di Eleonor Rugby piuttosto che quelle tratte da Sergent Pepper's).
Gli studi di Abbey Road, come quelli di tutto il mondo, erano luoghi frequentati da un formicolio di persone: segretarie, produttori, tecnici, musicisti, compositori. Al tempo gli studi erano l'ultimo passaggio prima della realizzazione tecnica del disco, ci si arrivava solo per registrare, quando si era certi della musica che si voleva suonare. I Beatles avevano altre intenzioni, la sala doveva diventare luogo di ricerca e di confronto, il loro laboratorio. Qui arriva l'idea grezza e comincia il lavoro, il pezzo nasce poco per volta e gli studi diventarono uno “strumento musicale” da usare, non solo uno spazio.
Il via vai della gente per i Beatles era eccessivo. Gelosi, come sempre, delle loro idee e consapevoli che avrebbero passato ore nel “tempio” della sala di registrazione, non volevano essere …ascoltati! Più di una volta, con tono accigliato sbottavano …chi è quello che ascolta la nostra musica! A quel punto l'idea fu di lavorare la sera, meglio la notte, quando gli impiegati e la maggior parte del personale non era al lavoro. Si giustificavano, bambinoni, affermando che anche Sinatra amava registrare di notte. Gli studi di notte erano vuoti e le sale finivano con essere a loro disposizione. Oltre ai Quattro erano presenti George Martin, i tecnici Goeff Emerick e Phil McDonald e l'inseparabile amico e road movie Neill Aspinal.
Questa scelta fu un toccasana, senza concerti e tour ecco una nuova vita, finalmente la possibilità di avere una propria vita privata! John, George e Ringo, che avevano moglie e figli, possedevano una casa fuori Londra, in maestose ville vittoriane circondate da affascinanti giardini. Paul viveva a pochi passi dagli studi di Abbey Road, nella mansarda della casa della sua fidanzata Jane Asher, nota attrice di prosa. La vita dei Beatles era finalmente libera e potevano condurla in modo indipendente l'uno dall'altro, avendo la scelta di frequentare i circoli culturali della capitale o semplicemente occuparsi dei figli, ma la sera l'appuntamento è fisso a Abbey Road per trasformarsi nei Beatles.

Tecniche di registrazione
Giovedì 24 novembre 1966 alle ore 19.00 inizia la nuova avventura con la realizzazione del nastro 1 di Strawberry Fields Forever. Il 17 febbraio 1967 esce un 45 con due facciate A, Strawberry Fields Forever e Penny Lane. Questi due pezzi nati in studio sono un esempio dell'acid rock inglese, carichi di arpeggi, di trombe, nastri che scorrono al contrario, archi, borbottii, strumenti che entrano da un canale e dissolvono nell'altro, batterie ipnotiche e ambiguità senza risoluzione. Sono l'emblema del nuovo corso, del desiderio creativo di un gruppo mai sazio, che desidera nuovi impasti timbrici ed è curioso nei confronti della tecnologia, del suono al punto da stimolare i tecnici di Abbey Road chiedendo loro quello che non esisteva: Emmerick (tecnico del suono) e Martin (produttore discografico) furono costretti ad ingegnarsi per risolvere le esigenze del gruppo, costruirono macchine sperimentali che potessero riprodurre effetti di eco, lesile, distorsione, loop, ADT ecc., oppure dovettero scomodare gli strumentisti della London Symphony Orchestra per realizzare impasti timbrici sempre nuovi (ricordo che non esistevano tastiere in grado di simulare gli strumenti di una orchestra).
Alla realizzazione di un brano si arrivava in modo nuovo. Utilizzando un registratore a 4 piste, s'incideva la base ritmico-armonica, quindi si liberavano 2 tracce e si passava all'incisione della voce e del coro. Ora si liberavano 1 o 2 tracce per consentire altre sovraincisioni. In questo modo Paul poteva cantare la parte del solo e anche quella del coro, oppure George dopo un riff di chitarra poteva sovraincidere l'assolo ecc. possibilità illimitate?!
Le sovraincisioni, a un certo punto, saranno così numerose, vedi la lavorazione di S.P.L.H.C.B., che i Beatles saranno costretti a rifare le parti di alcuni strumenti perché non si sentivano [uno degli ultimi 45, The Ballad of Jhon and Yoko, fu interamente realizzato dai soli John e Paul che suonaro tutti gli strumenti sfruttando la tecnica delle sovraincisioni: Paul batteria, maracas, basso, piano e coro; John chitarra acustica, voce, coro, chitarra solista, seconda chitarra solista e colpi percussivi sulla cassa di una chitarra acustica].
Questo modo di lavorare accompagnerà il lavoro dei Fab fino all'ultimo capolavoro Abbey Road, unica eccezione, nel gennaio del 1969, le sedute del progetto Get Back, poi diventato Let it be.

Il concept album
Nel novembre del 1966 i Beatles si occupavano di Strawberry Fields Forever, Penny Lane e When I'm Sixty Four. Con questi brani volevano iniziare un album centrato sulla loro città, Liverpool e sui luoghi della loro gioventù. La loro casa discografica E.M.I. pressava per un nuovo Lp, preoccupata che la rinuncia ai concerti raffreddasse il pubblico. Fu Paul ad avere l'idea della Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepe, un'idea come tante che, poco per volta, prese corpo e fu proprio Paul a dire: “…perché non facciamo un album come se la banda esistesse veramente!”. Tutte le musiche avrebbero dovuto essere legate da un unico tema, quello del Sergente Pepe della Banda dei Cuori Solitari che tradotto è il tema dell'”amore” quello che sarà di All you need is love, quello così bene interpretato dal produttore Al Brodax nel film animato Yellow Submarine.
Con S.P.L.H.C.B. nasce il concept album: non più una raccolta di canzoni slegate tra loro ma un tema, un concetto, una tesi, un argomento che accompagna tutte le composizioni dell'album rendendole coese. Questa impostazione stravolse il modo di concepire la musica pop. Da allora gruppi e cantanti metteranno al centro il “cosa” più che il “come”; la musica pop diventa "adulta". Gruppi e cantanti si concentreranno sulla riuscita dell'album più che sulla costruzione del singolo brano. Il long playing, il 33 giri prenderà il sopravvento sul singolo, sul 45 giri.

La musica di S.P.L.H.C.B.
Le canzoni di S.P.L.H.C.B. non dovevano essere separate, ma legate l'una all'altra senza pause come se l'ascoltatore fosse a un concerto. John stesso invita ad ascoltare l'album nella sua interezza. In questo stupefacente collage musicale i Beatles riversarono parole, rumori di fondo, messaggi cifrati, effetti orchestrali, campane allucinate, suoni da pollaio, sequenze da sogno, osservazioni sociali e visioni apocalittiche tutte compiute in 700 ore di lavorazione con un semplice registratore a 4 piste.
S.P.L.H.C.B. inizia proprio come uno spettacolo con l'orchestra che accorda e il pubblico in sala che rumoreggia su cui s’innesta il veloce rock del pezzo d'apertura che alla fine lancia la voce di Ringo nel brano più riuscito dal batterista di Liverpool: With a little help from my friends. Segue l'ambigua Lucy in the Sky with Diamonds che si apre con un sognante arpeggio che ci introduce nel mondo surreale tanto caro a John. Seguono Gettin Better e I'm Fixing a Hole entrambe di Paul. Sia Lucy in the Sky with Diamonds con le iniziali LSD che I'm Fixing a Hole per via del verbo to fix, in slang equivalente di bucarsi, pongono diversi interrogativi sul rapporto dei Beatles con le droghe. John e Paul smentirono ogni riferimento, per loro era del tutto casuale, sicuramente si compiacevano di questi volontari/involontari giochi di parole che furono il sale di tanti testi della coppia. Dopo l'eterea, sognante She's leaving home ecco John riportarci allo spettacolo da circo della Banda del Sergente Pepe con MR.Kite dal finale tutto particolare. Per rendere il suono del circo, del Luna park presero a prestito un disco con incisi brani eseguiti da un organo e tratti dal repertorio dei Luna park. Una volta registrato il disco tagliarono il nastro in tante piccole strisce che posero su un tavolo quindi dissero a Martin ed Emmerick di ricomporle casualmente (Alea). Questi unirono i pezzi e legarono il nastro magnetico in modo che continuasse all'infinito. Costruirono probabilmente il primo loop della storia musicale in modo del tutto artigianale. L'effetto finale è stupefacente. La facciata B inizia con un pezzo di George in stile indiano, Within you whithout you, realizzato con diversi sitar, l'oriente e in particolare il pensiero filosofico orientale si faceva sempre più strada nel gruppo. When i'm 64 è un brano di Paul in stile vaudeville che anticipa la travolgente e infuocata Lovely Rita, il canto del gallo introduce Good Morning che anticipa la ripresa, dal ritmo serrato, di S.P.L.H.C.B. che ci accompagna al capolavoro finale: A day in the life.
La genesi di questo brano ci dimostra, ancora una volta, come la collaborazione tra John e Paul fosse indispensabile per la loro realizzazione artistica, i due si completavano a vicenda. John aveva un'idea ma non trovava la seconda frase, a sua volta Paul aveva un ritornello e gli mancava la strofa. Misero insieme le due melodie e il brano cominciò a prendere forma. L'operazione non fu un semplice collage, seppero fondere le rispettive idee musicali facendole diventare qualcosa di più grande: A day in the life. Diversi critici ritenevano il brano rappresentasse, con quell’idea sonora che unisce le due parti della canzone e la porta a termine, la visione apocalittica del “Giudizio Universale”.
I Beatles volevano qualcosa del tutto nuovo per il finale. Un suono che scaturisse dal nulla, crescesse e, diventato adulto, esplodesse con fragore per tornare all'infinito del nulla. Per realizzare l'idea organizzarono una seduta con gli orchestrali della London Symphony Orchestra. Sui leggii degli orchestrali c'era uno spartito con segnata la nota più bassa e quella più alta del loro strumento. Ciascuno doveva, al via, in modo autonomo e indipendente dagli altri, suonare procedendo verso l'alto. Dall'ipotetico caos ne scaturì un crescendo di una potenza, di una forza incredibile.

La copertina
La musica di S.P.L.H.C.B. risultò così complessa e innovativa che lasciò di stucco critica e musicisti di tutto il mondo. Ancora oggi è una pietra miliare della musica rock al punto da essere, ancora oggi, uno dei dischi più venduti ogni anno.
Un'altra innovazione di S.P.L.H.C.B. fu la copertina. Già Rubber Soul e Revolver avevano mostrato come i Beatles fossero attenti anche a questo aspetto. Con il nuovo album si superarono. Fu Paul ad avere l'idea di mostrare in copertina una schiera di celebrità morte o viventi alle spalle e intorno ai Quattro vestiti con i costumi della Banda del Sergente Pepe “…vogliamo tutti i nostri eroi riuniti qui…”. La E.M.I. e Brian Epstein, il loro manager, non erano d'accordo tuttavia Fraser, che ebbe l'incarico di realizzare la copertina, fu entusiasta dell'idea originale. I Beatles furono invitati a stilare una lista di 12 nomi ciascuno. Non fu possibile inserirli tutti, un po' per alcune bizzarre richieste, l'eccentrico John voleva Hitler e Gesù Cristo, e un po' per ragioni di convenienza come quella relativa al Mathma Ghandi: la E.M.I. aveva paura di offendere gli indiani e l'India era un grosso cliente. Alla fine sono ben 60 le figure presenti, alcune note ancora oggi, altre, perché parzialmente coperte, di difficile individuazione. Davanti ai Quattro un tamburo, alcuni strumenti della banda, scritte funerarie, un fiore a stella e nonostante le dicerie le dieci piante non sono di marijuana ma di peperoncino. Alcune statue tratte dai giardini delle rispettive case e una bambola con un maglione con la scritta Benvenuti Rolling Stones (la dice lunga sulla presunta rivalità tra i due gruppi) la copertina si apriva a libro e altra novità conteneva il testo di tutte le canzoni oltre ad un foglio con alcuni gadget stampati.

 
 
 
 
 
 
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