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La danza nell'antichità
La danza ha tradizioni antichissime. E' la prima forma espressiva che l'uomo abbia mai sperimentato con il suo corpo in quanto il corpo ne è il linguaggio: lo strumento di comunicazione.
Per gli uomini primitivi la danza era un rito. Essa serviva a creare un contatto con le divinità ed era inoltre un’attività sociale. I momenti più importanti della vita della gente (il fidanzamento, il matrimonio, la nascita, la malattia, la morte) e gli eventi che si susseguivano (la caccia, la pioggia, la siccità, il raccolto, la vendemmia, la guerra, la vittoria) erano officiati tramite danze che coinvolgevano l’intera comunità.
Anche in seguito, nella cultura greca e romana, la danza continuò ad essere un fenomeno di “massa”, per lo più legato ai riti propiziatori o alle grandi festività in onore di un dio. Erano danze promiscue in cui la folla si liberava dal peso della povertà o da un’esistenza difficile.
Con l’avvento della religione cristiana, che considerava il corpo peccaminoso, la danza venne ritenuta una manifestazione del male. Essa quindi non fu più legata alla religiosità e al rito anche se, pur divenendo una disciplina regolata da rigide leggi e ferree imposizioni, fu mantenuta viva nella tradizione attraverso il lavoro dei nuovi artisti girovaghi, quali mimi, menestrelli e buffoni che giravano le città d'Europa.
La danza nel Rinascimento
In quell'epoca la vita di corte era il fulcro della vita sociale, fu nelle corti che la danza divenne il modo per poter comunicare, tanto che arrivò a condizionare le regole sociali e l’etichetta. Essa era parte integrante nei grandiosi intrattenimenti organizzati per celebrare matrimoni o mostrare la ricchezza e il potere dei nobili. Nelle rappresentazioni vi era un misto di recitazione, musica, danza e pantomima arricchito da processioni con effetti spettacolari e sfarzosi e stravaganti costumi. Questi costumi erano ingegnosi ed estrosi, decorati con simboli che permettevano al pubblico di riconoscere i personaggi della storia ma, essendo molto ingombranti e pesanti, limitavano di molto i movimenti. Le storie erano ispirate ai miti dell'antica Grecia e di Roma o basate su temi particolari quali le stagioni dell'anno, il mondo della natura o le terre lontane.
All'inizio i balletti di corte avevano come interpreti gli aristocratici nelle sale e nei giardini dei loro palazzi e le danze erano considerate un modo per rallegrare la vita di corte che altrimenti sarebbe stata monotona e noiosa. Pertanto, sapere danzare era una necessaria qualità sociale e faceva parte della educazione di un nobile. Nel Rinascimento, infatti, nacque la nuova figura del maestro di danza professionale che insegnava i passi, i gesti, le giravolte e gli inchini. Fin da bambini i figli dei nobili apprendevano l'arte del danzare quale materia fondamentale nella loro istruzione. Uno dei maestri più famosi di quel periodo fu Guglielmo Ebreo di Pesaro, che scrisse a metà del ‘400 il trattato De praticha seu arte tripudii vulghare opusculum nel quale codificava le sei qualità del perfetto danzatore: misura ovvero abilità di misurare il tempo; maniera o coordinamento dei movimenti; memoria ovvero la facoltà di ricordare i passi appresi; partire del terreno ovvero distanze e limitazioni del luogo; aire ovvero il modo di presentarsi; movimento corporeo ovvero il perfetto danzare. Con l'avvento del maestro di danza emerse, di conseguenza, la necessità di memorizzare i passi che da quel momento in poi furono basati su regole ben precise e la danza di corte cessò di essere improvvisazione per conseguire una sua tecnica definita abbinata a combinazioni di passi codificati.
Barocco
Il primo balletto del quale si conosce la coreografia, la musica ed il libretto originale è Le Ballet Comique de la Reyne rappresentato a Parigi il 15 ottobre 1581 nel salone del palazzo del Duca di Borgogna alla presenza della famiglia reale per le nozze del duca di Joyeuse con Margherita di Vaudemont. La coreografia fu di Baldassarino da Belgioioso.
Altro avvenimento decisivo per la diffusione della danza professionale fu l'istituzione della prima scuola di ballo per i nobili avvenuta a Milano nel 1545, in cui si formò proprio quel Baldassarino da Belgioioso che ebbe l'incarico di allestire il celebre spettacolo in onore delle nozze di Margherita di Vaudemont al quale assistette una folla immensa superiore addirittura alla capienza della sala per una rappresentazione che durava cinque ore e mezza.
La salita al trono di Francia di Luigi XIV, che fu un appassionato e abile ballerino (fu soprannominato il Re Sole in quanto interpretò il ruolo di Apollo nel Le Ballet de la Nuit a soli 15 anni), favorì la valorizzazione e l'evoluzione del balletto che si impose al gusto ed alla sensibilità del pubblico.
Infine, però, diventò impossibile per questi danzatori, dilettanti, raggiungere lo standard richiesto dai maestri di danza e dai compositori e allora balletto ed opera iniziarono il loro sviluppo indipendente. Il Re Sole nel 1661 fondò l'Académie royale de la danse e nel 1672 la Scuola Nazionale di Danza. Fu proprio il primo direttore dell'Accademie, Charles Louis Beauchamps (1636-
Nel 1681 venne rappresentato Il Trionfo dell'Amore: il primo balletto in cui appaiono in scena ballerine professioniste. Fino allora i ruoli femminili, quando interpretati da professionisti, erano stati infatti sempre eseguiti da uomini. Alla fine del Seicento nasceva l’opéra-
L'affermarsi del teatro pubblico rese inutili i divertissements di corte e si andò diffondendo sempre più l'esigenza, anche se ancora riservata ai nobili, di partecipare agli spettacoli nel nuovo luogo deputato all'intrattenimento soprattutto grazie all'esempio di Luigi XIV che assisteva frequentemente alle rappresentazioni.
Nel XVIII° secolo si sviluppò la necessità di dare alla coreografia un soggetto, una storia da mostrare agli spettatori. Con l'avvento dell'Illuminismo le danzatrici, che avevano imparato il mestiere nelle Accademie, divennero richieste e ricercate più dei colleghi danzatori e la danza cominciò a espandersi un po' dovunque spostandosi nei luoghi di ritrovo pubblici e conquistando borghesi e intellettuali. L'invenzione del pianoforte nel 1711 da parte di Bartolomeo Cristofori agevolò in modo consistente lo sviluppo dell'interesse della gente e consentì alle Accademie di formare danzatori sempre più abili e dotati.
Nel 1700 il maestro di danza francese Raoul Auger Feuillet pubblicò il trattato Choréographie e L’Art de décrire la Danse che descriveva, oltre alle cinque posizioni di base, numerosi passi di danza, tra i quali il plié, il glissé, e la cabriole ed indicava un sistema per annotare i passi di danza.
Nel 1760 Jean Georges Noverre (1727-
Nella sua riforma Noverre, cui si devono le coreografie di oltre centocinquanta balletti, portò ad una divisione netta tra danza meccanica e danza d'azione intendendo egli per la prima la danza che si affidava al puro tecnicismo e per la seconda quella che si basava su un racconto che per essere capito aveva bisogno dell'apporto sia della pantomima che della danza pura e quindi necessitava di sentimento, espressività ed energia capace di commuovere ed interessare.
In polemica col Noverre fu il fiorentino Gasparo Angiolini (1731-
Salvatore Viganò (1769-
L’Ottocento fu anche il secolo della “ballettomania” che esplose un po' dovunque ma soprattutto in Russia dove il balletto e le ballerine diventarono dei veri e propri idoli e il balletto classico si rivelò una delle tendenze culturali ed artistiche più seguite ed amate. Precursore e fondatore della scuola russa, per avervi ivi a lungo lavorato, fu Charles-
Il balletto romantico ebbe inizio intorno al 1830 in un'epoca in cui la tecnica della danza si era ormai consolidata ed era giunta al perfezionamento del suo stile. Una delle principali caratteristiche del balletto romantico fu adeguarsi alla sua epoca. Era finito il tempo del minuetto, adesso impazzava il valzer, la cui apparizione avveniva verso la fine del '700. Il primo balletto nel quale si eseguì un valzer fu La Dansomania di Pierre Gardel (1800). Non più dunque ballerini che si tenevano per mano a debita distanza ma una danza che impegnava e coinvolgeva la coppia unita e sognante. I soggetti dei balletti abbandonarono gli argomenti classico-
Il primo balletto romantico fu La Sylphide, tratto dalla novella Trilby di Charles Nodier, su libretto di Adolphe Nourrit e musica di Jean Schneitzhoeffer. Questo balletto, che andò in scena all'Opéra di Parigi il 12 marzo 1832, è legato al nome di una grande ballerina: Maria Taglioni, per la quale il padre Filippo compose la coreografia che trasformò esteticamente il concetto di danzatrice anche grazie, al soggetto del balletto, al tutù creato da Lamy per la protagonista e le scarpette da punta calzate da Maria. Altra data fondamentale per il balletto romantico fu quando andò in scena il 28 giugno 1841, sempre all'Opéra di Parigi, Giselle, con la musica di Adolphe Adam, il libretto di Theophile Gautier e Vernoy e Saint-
L'Ottocento fu il secolo delle grandi ballerine, idolatrate dal pubblico: Maria Taglioni, Carlotta Grisi, Fanny Elssler, Fanny Cerrito, Lucille Grahn e fu anche il secolo dei grandi balletti: Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata ma, soprattutto, fu il secolo del grande balletto russo, delle splendide musiche di Piotr Ilic Caikovskij e dello straordinario coreografo Marius Petipa (1862-
Il secolo si concluse con Isadora Duncan (1878-
Il XX° fu il secolo della sperimentazione sulla nuova danza. All'inizio del Novecento nacquero i Ballets Russes (1911) ad opera di Serge Diaghilev (1872-
La danza esplose anche negli Stati Uniti dove nacquero compagnie di alto livello internazionale per merito anzitutto di Martha Graham (1894-
La danza del '900 deve tanto a questi artisti coraggiosi e pieni di talento e, grazie a loro, oggi possiamo annoverare altri stili e altri "grandi" che si sono succeduti nel tempo: Kenneth Mac Millan, John Cranko, Pina Bausch,Jerome Robbins, John Neumeier, Mats Ek, Merce Cunningham, Roland Petit, Maurice Béjart...
(tratto da "Sogni di ballerina" )
Cajkovskij
Il Lago dei Cigni
Guida all'ascolto
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Lo Schiaccianoci
La bella addormentata nel bosco
Il balletto