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L'opera
lirica o melodramma, è uno spettacolo che si svolge a teatro in cui le parti degli attori sono cantate con accompagnamento musicale. Ebbe origine alla fine del '500 a Firenze (Camerata fiorentina) presso il conte Bardi. Inizialmente
l'opera è divisa in due momenti distinti: il recitativo, momento in cui si svolge l'azione, i cantanti recitano intonando la voce, e l'aria, pezzo chiuso, dove è messo in evidenza il sentimento a commento dell'azione sviluppatasi, in precedenza, dal recitativo. Originariamente i personaggi assumono ruoli fissi che mantengono inalterati dall'inizio alla fine della recita - il buffone, il potente, l'eroe, l'antagonista, l'eroina ecc.. In seguito sarà W.A.Mozart a modificare questo schema rendendo i personaggi umani e quindi dotati di
sentimenti che mutano al mutare degli eventi,
della trama. Quindi R.Wagner e G.Verdi eliminano poco per volta, le forme chiuse (recitativo ed aria) a favore di un canto "continuo" più adatto a seguire l'azione scenica e i sentimenti
lì espressi.
Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, sotto l'influsso letterario del Verismo, i compositori italiani privilegiarono soggetti attenti alla vita quotidiana, spesso delle classi più umili, ma trattati con gusto realistico, talvolta evidenziando la brutalità di alcune situazioni messe in scena. I sentimenti espressi sono portati all'eccesso tramite una vocalità caratterizzata da continui sbalzi
e da una ricca orchestrazione. Sarà il verismo musicale, altrimenti chiamato Giovane Scuola Italiana rappresentata da Pietro Mascagni, Ruggero Leoncavallo, Giacomo Puccini, Umberto Giordano e Francesco
Cilea.
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| Ruggero Leoncavallo | Pietro Mascagni | Giacomo Puccini |
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