Parade

 

 

Il balletto Parade, soggetto di Cocteau, scene di Picasso, coreografia di Massine e musica di Satie fu presentato per i Ballets Russes di S.Diaghilev, al Théatre du Châtelet la sera del 18 maggio 1917. Lo spettacolo fu apertamente contestato dagli spettatori sostenuti da una critica prevenuta. Il pubblico parigino considerava Parade un vero e proprio affronto al gusto francese (non è ancora conclusa la Prima Guerra Mondiale). Alla critica impietosa rispose un Satie infuriato che si sfogò attraverso una serie di biglietti ingiuriosi recapitati ai dotti critici parigini. Seguì uno scandalo, denuncie, il processo e la condanna pecuniaria per il compositore. Il balletto racconta dell'arrivo in città di un circo e della successiva parata per le strade cittadine in cui gli artisti, mostrando la propria bravura, invitano il pubblico ad assistere allo spettacolo serale. La parata non ha successo e la baldanza iniziale si trasforma in tristezza. La musica di Satie è costellata di rumori ambientali: il ticchettio della macchina per scrivere, la sirena di una nave, i colpi di pistola... usati come "fatti" così era solito chiamarli il pittore cubista Braque indicandoli come elementi indispensabili della realtà. Un uso dei rumori che non aveva nulla a che fare con le teorie futuriste. I temi della composizione si succedono l'uno dopo l'altro senza un apparente costrutto, il ritmo e il timbro cambiano in continuazione. È evidente l'intento del compositore di rappresentare oggettivamente il caos della strada al passaggio degli artisti. È una musica cubista. Una musica priva d'ogni emozione in cui le armonie sono quasi delle libere associazioni in un procedimento di scomposizione e ricomposizione tipico della pittura cubista.

Parade esempio A Parade esempio B

 

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